Intervista 

UNIVERSITÀ E E-LEARNING: FATTORI CRITICI DI SUCCESSO 

Ing. Guglielmo Trentin, ricercatore presso Istituto per le Tecnologie Didattiche, CNR

Al di là di una formazione svincolata dallo spazio e dal tempo: fra quali caratteristiche della formazione a distanza e quali modalità proprie della formazione di tipo universitario si possono attivare significative sinergie?

Credo che le sinergie più significative si abbiano nell'adozione di due tipologie di approcci: la cosiddetta didattica integrata e gli approcci misti (blended solution).
Nel primo caso ci si riferisce alla possibilità di integrare l'attività d'aula tradizionale sia con l'uso del Web per la distribuzione di materiale integrativo, sia con il supporto online agli studenti nello studio dei contenuti disciplinari affrontati a lezione. Tale supporto può essere più o meno blando (la scelta è del docente), spaziando dall'invio di semplici informazioni a un vero e proprio aiuto sul piano contenutistico. E proprio per questa sua caratteristica di estendere l'azione didattica oltre il momento d'aula, la didattica integrata è spesso inserita nel contesto dell'extended learning.
Nel caso invece delle blended solution, ci si trova a metà strada fra una situazione di didattica tradizionale e di didattica online propriamente detta.
L'approccio infatti prevede un'alternanza fra momenti d'aula e momenti a distanza, fra loro strettamente integrati e correlati.
Gli approcci blended spesso giocano su un riposizionamento del tempo-docente, soprattutto quando la percentuale di tempo risparmiata in aula, perché coperta dai materiali di e-learning, può, per così dire, essere reinvestita dal docente in interazioni in rete con i propri studenti.

Dal punto di vista strettamente didattico, quali i fattori che possono decretare il successo (o l'insuccesso) delle iniziative di e-learning in ambito universitario?

Gli aspetti chiave di un sistema di e-learning, e che evidentemente ne possono rappresentare le criticità, sono almeno quattro: la scelta del modello da adottare; le tecnologie e le infrastrutture attraverso cui erogare; le risorse umane da mettere in gioco; gli aspetti organizzativo-gestionali del sistema di e-learning nel suo complesso.

Ci sono diversi modi di interpretare l'e-learning, taluni più centrati sull'erogazione di contenuti elettronici, altri più orientati all'interazione in gruppo di apprendimento, altri ancora basati sul bilanciamento e l'integrazione di differenti modelli.
Evidentemente non esistono ricette sicure per la scelta dell'uno o dell'altro modello, dato che questa deve tener conto di diverse variabili, alcune legate alla didattica della specifica disciplina, altre alle peculiarità dei processi di e-learning. Ma per scegliere bisogna conoscere ed ecco quindi l'esigenza di una crescita culturale delle risorse umane (in primo luogo dei docenti) coinvolte nell'adozione dei modelli. Di qui l'esigenza di specifiche azioni informative/formative.

Nell'e-learning la figura del docente continua evidentemente a essere centrale anche se, rispetto alla didattica d'aula, la sua funzione viene a modificarsi: da docente che fa lezione a esperto di contenuti (e di didattica di quei contenuti). Quanto si modifichi dipende ovviamente dal tipo di processo di apprendimento che si vuol favorire, e cioè se parzialmente o totalmente basato sull'uso delle ICT.
In un sistema di e-learning il docente si trova poi a interagire con diversi altri interlocutori: il progettista di e-learning (con compito di supporto metodologico alla progettazione dei percorsi), i tutor di rete (in funzione più o meno proattiva, in ragione del modello di e-learning che si va ad adottare), il team di sviluppo dei materiali (qualora non sia il docente stesso a provvedere) e i tecnologi a cui chiedere supporto sull'uso dei sistemi per lo sviluppo dei materiali e per l'interazione con e fra gli studenti.

Ogni modello di e-learning ha poi bisogno di risorse tecnologiche in grado di assolvere almeno tre funzioni: produzione dei materiali didattici multimediali, loro distribuzione e gestione, interazione fra i diversi attori del processo. è evidente come ognuna di tali funzioni possa assumere un ruolo più o meno determinante delle altre a seconda del modello di e-learning che si intende mettere adottare (spostato più o meno sull'uso di materiali strutturati e/o sull'interazione in gruppi di apprendimento). E la scelta del modello da adottare influenza in modo determinante la scelta tecnologica da operare (il riferimento d'obbligo è alle piattaforme per l'e-learning).
Infine un'osservazione sugli aspetti infrastrutturali: il successo (o l'insuccesso) di un'iniziativa di e-learning dipende in larga misura anche dall'accessibilità da parte degli studenti (ma anche dei docenti) alle risorse informatiche e della comunicazione sia dall'esterno sia dall'interno degli Atenei.

Nell'ambito di Didamatica 2003 lei ha moderato una tavola rotonda sul tema "E-learning e didattica universitaria: che cosa cambia per il docente", dove hanno partecipato "pionieri" dell'utilizzo delle Tecnologie per l'Informazione e le Comunicazioni in ambito formativo: Antonio Calvani dell'Università di Firenze, Alberto Colorni del Politecnico di Milano, Marco Pedroni dell'Università di Ferrara. Quali sono le suggestioni di maggiore rilevanza emerse?

Sul piano didattico si è discusso di come il ruolo del docente venga a modificarsi, di come cioè da ruolo direttivo di chi fa lezione tenda a spostarsi verso quello di facilitatore del processo di apprendimento, contribuendo alla predisposizione di materiali elettronici e sovrintendendo alle attività interattive in rete.
Si è però rilevato come questo spesso si traduca in sovraccarico di lavoro quando il docente, oltre all'e-learning, è comunque tenuto a erogare lezioni d'aula per garantire a tutti (cioè anche a chi non ha la possibilità di accedere alle risorse di rete) di poter seguire il proprio insegnamento.
Si tratta di una situazione molto diffusa e che non ha conforto nella normativa vigente. Una soluzione discussa nella tavola rotonda è stata quella di istituire fondi di incentivazione per i docenti che garantiscono la doppia offerta formativa (anche per segmenti del loro insegnamento), fondi a cui contribuiscono gli studenti a distanza attraverso una maggiorazione delle tasse universitarie, maggiorazione che si stima compensabile dalla possibilità di non spostarsi fisicamente per un intero corso o parte di esso.
Si è anche parlato di quale tipo di supporto dovrebbe essere garantito al docente per facilitargli l'applicazione di metodiche e-learning, da quello metodologico a quello tecnologico a quello dei tutor di rete in funzione proattiva nei confronti degli studenti del proprio corso. Su questa nuova figura professionale (il tutor di rete) si è tornati spesso, ribadendo la sua strategicità nel facilitare i processi di e-learning e di conseguenza la necessità di una loro adeguata formazione sul piano pedagogico, della comunicazione mediata, delle dinamiche di gruppo virtuale, ecc. A questo deve però anche seguire un riconoscimento formale del loro status, spendibile nel contesto in cui si trovano a operare.